Archive for the 'testi' Category

Cavalcavia Bacula

giugno 20, 2009

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Quando sono arrivato al cavalcavia Bacula, tra piazza Stuparich e piazzale Lugano, pochi giorni dopo lo sgombero, c’erano ancora persone sotto le arcate. Mi hanno raccontato che fino ad allora avevano dormito all’aperto, accanto all’insediamento distrutto, e che stavano per partire per la Romania come anche tanti altri stavano facendo. Molti invece avevano deciso di restare a Milano e si erano sistemati in zona Lambrate e in un edificio abbandonato a pochi passi dal cavalcavia in piazzale Lugano. Ci sono stato, al secondo piano alcune famiglie avevano organizzato una “casa” con dei materassi, un tavolo recuperato e tre tende da campeggio. 

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Casa e cittadinanza a Milano

giugno 14, 2008

di Stefano Boeri, Maddalena Bregani, Salvatore Porcaro (1)

1. Accampamento Milano

1.1. Abitare temporaneamente

La cronaca locale di Milano, ogni giorno, ci racconta di anziani che ospitano temporaneamente studenti univesitari in cambio di piccoli lavori domestici; dell’aumento delle auto-dormitorio per i senza-casa; del mercato nero dei posti letto a rotazione per i migranti cinesi o sudamericani; della crescita di bed and breakfast e di agenzie di “affitto veloce” per “creativi”, modelle, manager e consulenti di azienda; delle baracche sorte nei vuoti della città, che vengono distrutte dalle ruspe e che poi risorgono in altri vuoti.
Mai come in questi ultimi anni, Milano è diventata una città di soste temporanee e spostamenti. Un grande territorio che migliaia di individui e di famiglie abitano per ore, periodi, fasi cicliche o intermittenti della propria vita, spesso spostando al suo interno l’ubicazione del luogo dell’abitare.
Ma soprattutto la cronaca ci parla di una temporaneità che è sempre meno l’esito di una scelta consapevole, ma piuttosto una condizione subita, per l’impossibilità di un investimento duraturo su una residenza stabile.
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Campus Rom

aprile 12, 2008

per Stalker/ON Lorenzo Romito

Riflessioni e percorsi nell’ambito del seminario internazionale Plans & Slums
Un’esperienza itinerante tra Roma e Belgrado
a cura di Stalker/ON

Come innescare una dinamica che inverta il secolare processo di discriminazione, odio e rifiuto che rende oggi inimmaginabile solo pensare a nuove e reciprocamente rispettose forme di coesistenza tra popolazione rom e gagè?
Come uscire dal binomio campi di concentramento, baraccopoli–discarica che sembra ormai essere le uniche forme abitative ancora tollerate dalla nostra società per i Rom?
Come invertire il circolo vizioso e autoalimentante che a partire dalla discriminazione verso i Rom, rende analfabetizzazione, emarginazione economica, emergenza abitativa, carenze igenico sanitarie, illegalità e rifiuto sociale, problemi inscindibili e stante le condizioni attuali irrisolvibili?
Come impedire che tale circolo vizioso si estenda includendo nel rifiuto sociale verso i Rom il rifiuto verso la diversità e la povertà in genere? Oggi tutti i Rom sono poveri, presto tutti i poveri saranno Rom?
Come impedire che l’assuefazione a tale situazione, che impedisce anche solo di vedere quanto razzista e criminale sia l’abito sociale verso i Rom, non trasformi la discriminazione in persecuzione e quindi la nostra società in un sistema repressivo di cui l’intera società civile diventerebbe vittima?
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La mediazione culturale: una metodologia

febbraio 24, 2008

di Carlo Berini
Associazione Sucar Drom, Mantova
tratto da Sucar Drom

Questo convegno è l’occasione per iniziare a dialogare di alcuni aspetti fondanti, molte volte dati per scontati e a volte negati, del nostro studiare e operare nei rapporti tra la cultura maggioritaria (in senso numerico) e le culture rom e sinte, presenti in Italia. A Mantova studiamo e operiamo nei rapporti tra queste culture attraverso le metodologie della mediazione culturale. Leggi il seguito di questo post »

La città invisibile

gennaio 14, 2008

di Fabio Parenti
tratto da Milano. Cronache dell’abitare, a cura di Multiplicity.lab,
Bruno Mondadori, Milano 2007

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“L’atlante dell’abitare a Milano” di Anniina Koivu,
da Milano. Cronache dell’abitare, a cura di Multiplicity.lab, Milano 2007

A Milano esiste una città invisibile e non prevista che vive, interagisce e lavora con la città visibile durante il giorno e rifluisce nelle baraccopoli nascoste durante la notte. È una popolazione ben diversa dai tradizionali senzatetto: se questi si trovano spesso al termine di un processo di deriva ed esclusione, gli abitanti delle baraccopoli invece non di rado sono all’inizio di un processo di segno opposto. Tutt’altro che passivi e alla deriva, sono inseriti nel mondo del lavoro – seppure in nero – e investono notevoli energie nel tentativo di migliorare la propria condizione. Negli insediamenti più stabili, gli investimenti sull’abitare (la baracca) possono essere consistenti sia per qualità dei materiali che per qualità e quantità di lavoro impiegato.
Le baraccopoli sono presenti ovunque vi sia uno spazio inutilizzato: gli stabili vuoti a ridosso della cerchia dei bastioni, Leggi il seguito di questo post »

Tattiche dell’abitare difficile

gennaio 14, 2008

di Giovanni La Varra
tratto da Milano. Cronache dell’abitare, a cura di Multiplicity.lab,
Bruno Mondadori, Milano 2007

Atlante dell’abitare
“L’atlante dell’abitare a Milano” di Anniina Koivu
da Milano. Cronache dell’abitare, a cura di Multiplicity.lab, Milano 2007

Il disagio abitativo che si registra a Milano negli ultimi anni è frutto di un insieme molto variegato di cause e fattori.
Un primo elemento è dato dal crescente arrivo nell’area metropolitana milanese di stranieri extracomunitari che, a partire da un progetto migratorio più o meno definito, si affacciano nella realtà urbana provocando un improvviso aumento della domanda abitativa. Questo flusso si trova di fronte all’assenza di politiche pubbliche che riescano a individuare i bisogni e a trattarli preventivamente. La domanda di lavoro da parte degli immigrati è alta, l’offerta abitativa ha prezzi spesso troppo elevati, per quanto riguarda sia gli affitti sia l’acquisto.
Un secondo elemento è la notevole riduzione, verificatasi a partire dalla metà degli anni ottanta, Leggi il seguito di questo post »

Abitare in un centro di accoglienza

gennaio 10, 2008

di Federica Verona
tratto da Milano. Cronache dell’abitare, a cura di Multiplicity.lab,
Bruno Mondadori, Milano 2007

Atlante dell’abitare
“L’atlante dell’abitare a Milano” di Anniina Koivu
da Milano. Cronache dell’abitare, a cura di Multiplicity.lab, Milano 2007

Homeless a Milano
A Milano, l’identità di chi abita la strada negli ultimi anni è notevolmente cambiata, al punto che il significato del termine “homeless” non può più in nessun modo essere riferito soltanto al classico clochard, il “barbone” che l’immaginario collettivo identifica con l’emarginato spesso alcolista e/o sofferente di disagi psichici, sradicato in seguito a un percorso sociale fallimentare, che rifiuta ogni aiuto e supporto per un inserimento nella società.
A Milano la strada oggi è abitata da numerose figure “senza fissa dimora”, per molte delle quali la condizione di homelessness è temporanea e legata a situazioni di precarietà e vulnerabilità esasperate da fattori economici e sociali più che psicologici.
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Abitare in una baraccopoli

gennaio 10, 2008

a cura di Fabio Parenti, Cecilia Pirovano e Federica Verona,
testo di Cecilia Pirovano, tratto da Milano. Cronache dell’abitare,
a cura di Multiplicity.lab, Bruno Mondadori, Milano 2007

Atlante dell’abitare
“L’atlante dell’abitare a Milano” di Anniina Koivu
da Milano. Cronache dell’abitare, a cura di Multiplicity.lab, Milano 2007

Il termine baraccopoli è legato a un immaginario polimorfo e rimanda a una varietà di tipologie abitative e contesti spaziali. In generale si definisce baraccopoli qualsiasi insediamento privo di acqua salubre e di allacciamenti con le reti infrastrutturali urbane, costituito da alloggi precari e instabili, costruiti occupando spazi pubblici o privati.

Nelle baraccopoli di Milano vivono alcune migliaia di persone: insediamenti spontanei e improvvisi, spesso nascosti e difficilmente intercettabili, privi dei più basilari servizi come acqua, elettricità, gas, scarichi fognari. Il numero preciso degli abitanti è molto difficile da stimare, visto che si tratta perlopiù di immigrati irregolari e quindi “invisibili”. Leggi il seguito di questo post »

Lo sguardo dell’esclusione

gennaio 10, 2008

di Antonio Tosi
tratto da Vivere ai margini. Un’indagine sugli insediamenti rom e sinti in Lombardia, a cura di Maurizio Ambrosini, Antonio Tosi – Fondazione Ismu (Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità), Milano 2007

La condizione dei rom e dei sinti in Italia presenta diversi punti di interesse per la problematica dell’integrazione e della multietnicità di cui si occupa l’Osservatorio. Anzitutto per il rapporto con l’immigrazione. In realtà la maggioranza dei rom e sinti presenti in Italia è composta di cittadini italiani. Tuttavia non soltanto la componente straniera è comunque consistente, ma l’intera vicenda degli zingari si è in questi anni intrecciata con quella più ampia dei flussi migratori provenienti dai Paesi dell’Europa Centro-orientale e balcanica, dove si trovano circa i due terzi dei rom. Questi nuovi flussi hanno reso drammatici alcuni problemi, sono stati occasione per l’acuirsi dei pregiudizi delle comunità locali maggioritarie nei confronti degli zingari, e per l’aumento del disagio delle popolazioni rom già insediate, che si sono dovute “attrezzare” autonomamente per accogliere i nuovi arrivati nei loro insediamenti.
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