Archive for the 'articoli' Category

Rom, sicurezza e nuova solidarietà la sfida del futuro

gennaio 14, 2008

di Aldo Bonomi
Il Sole 24 ore, 13 settembre 2007

Milano, ed è nel suo destino, mobilita le piccole e fredde passioni economiche, candidandosi per l’Expo, e le paure che chiedono più sicurezza e tolleranza zero. Ne hanno fatto le spese 49 famiglie del campo Rom di San Dionigi, tra il Corvetto e Chiaravalle. Più di 200 persone sono state sgombrate con grida manzoniane sull’igiene e la salute pubblica, in difesa dei cittadini dai nuovi untori che paiono essere diventati i Rom. Si discute animatamente sul fatto che la sicurezza, slogan che condivido, non è né di destra né di sinistra.  E’ un dato del fare istituzioni. Mi permetto di aggiungere che anche produrre inclusione e solidarietà sociale non è né di destra né di sinistra. E’ un dato del fare società. Leggi il seguito di questo post »

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Il nodo dei rom si scioglie con nuove regole di convivenza

gennaio 14, 2008

di Aldo Bonomi
Il Sole 24 ore, 19 agosto 2007

Può un microcosmo contenere la “questione dei nomadi”? Definita dal presidente del Consiglio “un problema politico che va ben oltre l’Europa”. Che su questo tema ha sanzionato 14 Paesi membri, tra cui l’Italia, di non recepire appieno la direttiva contro le discriminazioni razziali. Un racconto meno tragico del rogo avvenuto sotto il ponte alla periferia di Livorno, può aiutarci a capire. 
Opera, comune operoso della prima cintura metropolitana milanese. Era Natale. Per l’emergenza Rom vi fu allestito un piccolo campo. Non più di cento persone e molti erano bambini. Prima bruciarono alcune tende del campo in allestimento. Leggi il seguito di questo post »

Evitare le favelas a Milano

gennaio 10, 2008

di Stefano Boeri
Corriere della Sera, 20 novembre 2007

C’è una domanda che abbiamo dribblato, nei giorni scorsi. Giorni di efferati omicidi e di sgomberi, di ruspe e di ronde, di rabbia e emozioni. La domanda, preoccupante e spaventosa, è se saremo in grado di evitare che Milano diventi, come è già accaduto a molte metropoli nel mondo, una città di favelas. Le premesse perché nei prossimi anni ai margini di Milano si formino immensi agglomerati di catapecchie di lamiera ci sono infatti tutte. Centinaia di individui poveri — non solo rom, che ne rappresentano una assoluta minoranza — ogni giorno incrementano i campi di accoglienza e le baraccopoli. E questi flussi, come in Sud America o in Cina, sono per lo più composti da individui e famiglie che hanno tutti i diritti di abitare Leggi il seguito di questo post »

Se la paura diventa ideologia

gennaio 10, 2008

di Gad Lerner
La Repubblica, 13 agosto 2007

Di fronte a Cloptar (4 anni), Tuca (6 anni), Mengi (8 anni) e Eva (11 anni) bruciati nella loro baracca sotto un cavalcavia alla periferia nord di Livorno, non esistono i buoni e i cattivi sentimenti. La sorte di quei bambini smuove dentro di noi qualche cosa di più difficile da confessare. La tentazione è cavarcela addebitando a genitori negligenti per natura – giustamente perseguiti dalla magistratura – una tragedia che ci appare letteralmente di un “altro mondo”, spuntato di fianco a casa nostra senza chiedere il permesso, indesiderato. Tendiamo quindi a concederci una deroga culturale, nei confronti dei rom. Gente per la quale la vita e la morte avrebbero un valore diverso da quello che noi gli attribuiamo, perfino quando a morire sono i loro figli. Leggi il seguito di questo post »

Il codice perduto della civiltà

gennaio 10, 2008

di Gad Lerner
la Repubblica, 2 novembre 2007

Cercava la borsa o la vita, Nicolae Mailat? Il denaro o una donna da ghermire come preda, per sentirsi uomo realizzato nella sopraffazione – secondo un insegnamento atavico perpetuato dalle caverne alle tende, fino alla baracca di Tor di Quinto?
Ci ha turbati, negli anni delle guerre balcaniche, l’interrogativo sulla crudeltà slava: stupro etnico, gli occhi cavati ai prigionieri. Fede e etnia, sangue e suolo. Cosa hanno serbi, croati, bosniaci di cosi’ diverso da renderli capaci di atrocità per noi inimmaginabili?
Poi ci si è tragicamente imposta la barbarie asiatica dei musulmani: kamikaze, sgozzatori d’innocenti, padri padroni disposti a infierire sulle proprie femmine.
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