Archive for the 'sopralluoghi Milano' Category

Cavalcavia Bacula

giugno 20, 2009

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Quando sono arrivato al cavalcavia Bacula, tra piazza Stuparich e piazzale Lugano, pochi giorni dopo lo sgombero, c’erano ancora persone sotto le arcate. Mi hanno raccontato che fino ad allora avevano dormito all’aperto, accanto all’insediamento distrutto, e che stavano per partire per la Romania come anche tanti altri stavano facendo. Molti invece avevano deciso di restare a Milano e si erano sistemati in zona Lambrate e in un edificio abbandonato a pochi passi dal cavalcavia in piazzale Lugano. Ci sono stato, al secondo piano alcune famiglie avevano organizzato una “casa” con dei materassi, un tavolo recuperato e tre tende da campeggio. 

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Il campo comunale di via Negrotto

dicembre 19, 2008

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(@2008 google – Immagini @2008 digitalGlobe, Cnes/Spot image, GeoEye)

Il campo autorizzato di via Negrotto si sviluppa lungo i binari della ferrovia, in una striscia di terreno di proprietà demaniale ai margini del vecchio borgo di Villapizzone, nella periferia nord-ovest di Milano.  Il campo è recintato e accessibile da un unico passo carraio raggiungibile da una stradina che costeggia la ferrovia e da un paio di passaggi pedonali che lo collegano a un’area di verde pubblico. Si presenta, nella prima parte, come una sorta di villaggio piuttosto ordinato, costituito da casette in muratura e in legno, con patii e piccoli giardini curati affacciati su un piazzale ricoperto di ghiaia. Proseguendo verso il fondo del campo la ghiaia lascia il posto a un prato incolto, la abitazioni diventano più povere e essenziali e si nota la presenza di container e  roulotte riadattate alla vita stanziale. Leggi il seguito di questo post »

Il campo “tollerato” di via Bonfadini 38, angolo via Zama

dicembre 15, 2008

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Il piccolo campo si trova nell’area demaniale situata tra via Bonfadini e via Zama, contigua all’impianto di trattamento di rifiuti solidi dell’Amsa e alla ferrovia.  
Il campo fu istituito nel 1985 come “campo di sosta provvisorio” per un periodo di due anni  per ospitare un gruppo di famiglie  di rom abruzzesi, stabiltesi a Milano negli anni Sessanta. Quando nel 1987 fu realizzato il campo di via Bonfadini 39 – situato dal lato opposto dei binari –  fu chiesto alle famiglie di trasferirsi nel nuovo campo, ma una di queste si rifiutò di farlo continuando a risiedere nell’area. Il campo è a tutt’oggi abitato, senza un’autorizzazione ufficiale, da nove nuclei di quella stessa famiglia. Leggi il seguito di questo post »

Il campo comunale di via Novara

dicembre 11, 2008

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 L’ “area abitativa comunale per cittadini di origine rom e sinti” di via Novara è stata realizzata nel 2001 per trasferirvi  un gruppo di famiglie macedoni e kossovare – arrivate a Milano negli anni Novanta in seguito alla crisi nell’ex Jugoslavia – che si erano insediate abusivamente nll’area di via Barzaghi.
Il campo è recintato e occupa un’area di 3000 mq in fondo a via Novara, all’estrema periferia ovest di Milano. Confina con un deposito per auto rimosse della Polizia locale e con un centro di accoglienza per rifugiati politici del Comune e vi si accede attraverso un unico passo carraio.
Quando fu costruito, il campo fu suddiviso in due aree, una per i macedoni e l’altra per i kossovari. A ogni nucleo familiare fu assegnato un container di 6×2,5 mq per ospitare fino a sei persone. In origine non vi era un collegamento idrico alle singole unità abitative bensì dei rubinetti collocati sul perimetro del campo. Solo dopo un anno, in seguito alle pressioni degli abitanti e della Caritas, i container furono collegati alla rete idrica e a quella elettrica.
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Il campo comunale di via Impastato

dicembre 11, 2008

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Il piccolo campo comunale di via Impastato occupa un “vuoto” di forma quadrata tra via Rogoredo, la tangenziale Est – nei pressi dello svincolo per l’autostrada del Sole – e l’anello di prova per i treni del deposito di Rogoredo della Metropolitana 3. 
Il campo è costituito da un piazzale di terra battuta con tre piccole case prefabbricate e alcuni container ed è situato dietro un terrapieno che ne nasconde la vista dalla strada. È occupato interamente dai membri di una stessa famiglia, quella dei Bezzecchi, in tutto una quarantina di persone. Giorgio Bezzecchi, vice-presidente nazionale dell’Opera Nomadi, che ha lavorato 23 anni all’Ufficio nomadi del Comune,  racconta come la sua famiglia si è dovuta trasferire in questo campo comunale cinque anni fa dopo vare vissuto  per ventanni in affitto su un terreno demaniale nelle vicinanze. Leggi il seguito di questo post »

Il campo comunale di via Bonfadini 39

dicembre 11, 2008

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L’”area abitativa comunale per cittadini di origine rom e sinti” di via Bonfadini occupa un triangolo di 5.000 metri quadrati nei pressi dell’Ortomercato, i cui lati sono definiti dai binari del passante ferroviario. Vi si accede con una strada cieca che, dopo aver attraversato un’area di stoccaggio dell’Ortomercato, passa al di sotto della ferrovia e sbuca in un’isola tra i binari occupata interamente dal campo. Emergendo dal sottopassaggio – che è l’unico accesso all’”isola” da quando, qualche anno fa, due passaggi a livello sono stati eliminati – Milano scompare e ci si trova improvvisamente in un altro continente. Progettato dal Comune  nel 1987 come ”area  di sosta attrezzata per roulotte e case mobili”, per alcune famiglie di rom abruzzesi che dagli anni sessanta si erano stabiliti in un terreno nelle vicinanze, il campo si presenta oggi come uno slum costituito da  un denso agglomerato di case mono-famigliari autocostruite, alcune in muratura, altre in legno e qualche casa mobile e roulotte. Leggi il seguito di questo post »

Il campo comunale di via Idro

ottobre 19, 2008

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Il villaggio solidale di Rho

ottobre 19, 2008

Visita al villaggio solidale di Rho e conversazione con Maurizio Pagani di Opera Nomadi  e alcune abitanti.

Il 29 novembre 2007, con alcuni studenti (1) e Maurizio Pagani dell’Opera Nomadi, abbiamo visitato il “Villaggio solidale” di Rho.Situato alla periferia della cittadina, nei pressi dell’area industriale, il villaggio  è costituito da un’undici casette-container, ciascuna con un proprio spazio all’aperto, sistemato a orto o giardino e il posto-auto, spesso occupato da roulotte utilizzate come dépendance della casa.  In un edificio di lamiera realizzato da Opera Nomadi e utilizzato come spazio comune e laboratorio, abbiamo incontrato alcune donne, intente a cucinare, a cucire delle borse di tela e a realizzare della bigiotteria artigianale. Abbiamo rivolto a loro e a Maurizio Pagani alcune domande sulla storia del villaggio e sulle loro condizioni di vita. 

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Il villaggio CEAS Parco Lambro

aprile 10, 2008

 Il villaggio CEAS Parco Lambro è una struttura di accoglienza costituita da una ventina di casette prefabbricate, all’interno del cortile di una una ex cascina che da anni ospita un centro per disagiati psichici e mentali, sostenuta dalla Casa della Carità. Le prime casette sono state costruite nel 2005 per alloggiare 70 rom rumeni reduci dallo sgombero del campo di via Capo Rizzuto. Leggi il seguito di questo post »

La baraccopoli di via San Dionigi

aprile 10, 2008

Il campo di via San Dionigi era una baraccopoli illegale costruita da rom rumeni tra il 2001 e il 2002. Colpito da un incendio nel 2005, nel giugno 2007 è stato raso al suolo da un altro incendio e subito ricostruito dai suoi abitanti, che erano anche riusciti a ottenere l’allacciamento alle fogne. Nonostante ciò, il Comune e la Prefettura hanno ordinato il suo sgombero, che fu eseguito nel settembre 2007, Leggi il seguito di questo post »